Giallo Argento



La trama

Un individuo misterioso rapisce in poco tempo Keiko (Valentina Izumi Cocco),giallo-argento una ragazza giapponese, e Celine (Elsa Pataky), una giovane modella, fingendosi un tassista. Celine viene sequestrata proprio mentre a bordo del taxi è al telefono con Linda (Emmanuelle Seigner), sua sorella. Questa, messa in allarme dalla telefonata interrotta e dal ritardo della sorella a rincasare, si rivolge alla polizia. In questura Linda viene mandata da Enzo Avolfi (Adrien Brody), un giovane ispettore con un cupo passato segnato da eventi violenti, il quale in breve, crede di avere a che fare il serial killer che insegue da tempo: “il Giallo”, un maniaco che sfigura e poi uccide le sue vittime, sempre donne molto belle e giovani verso le quali sfoga la rabbia per la sua deformità facciale.

La recensione di Giallo Argento

Non vi fate ingannare. Non si tratta di un giallo (l’assassino è noto già nei primi venti minuti), né di un thriller. Giallo Argento è solo l’ennesimo esemplare di film Argentesco fatto coi piedi. I primi venti minuti sono noiosi, nulla di più. Dall’apparizione del detective cominciano però le prime amenità. Il dialogo che introduce il personaggio è incredibilmente fastidioso quasi quanto le scene dedicate al killer più idiota di sempre (mentre, in un film ideale, da subito dovrebbe attrarci e creare il rapporto di simbiosi spettatore-protagonista).

Per capire con che tipo di personaggi avremo a che fare, vi dico solo che nel bel mezzo dell’indagine il detective non trova di meglio da fare che agitare la sorella della modella rapita, descrivendole come il killer in questione si diverta a mutilare orribilmente le proprie vittime.

A questo proposito, tirandosela manco fosse il Tenente Colombo, Enzo tira fuori la frase ispettore-cliché dell’anno.

“I miei metodi non seguono alla lettera le procedure.”

Ma se a parte Tirartela non hai fatto ancora un tubo! 

Il film continua all’insegna della piattezza narrativa e della mancanza di conflitto, stilisticamente  sottolineato da un montaggio da serie televisiva (come da serie televisiva è la fotografia, del resto) più che da thriller.

Dopo una mezzora di noiosissimi flashback infilati rigorosamente a razzo di rane nord-coreane, la storia ricomincia.

Viene ritrovato il cadavere della giappa, la prima vittima del Killer dal colorito simpsonico. Tutto da manuale del thriller, direte voi. È  solo che, arrivato sulla scena del crimine, il sommo detective scopre che il cadavere non è un cadavere. La giappa si risveglia e dice qualcosa (ovviamente in giapponese) che il geniale detective prontamente registra, poi crepa definitivamente (si spera). Il detective non batte un ciglio di fronte ad una cosa che, più che inquietante, definirei grottesca. È tutto normale secondo lui. Cadaveri che si risvegliano, carabinieri che non sanno distinguere un cadavere da una povera donna che ha bisogno di aiuto urgente… La sua attenzione del resto è monopolizzata dall’arrivo del Capo (capiremo poi, accompagnati dalla sceneggiatura più geniale di sempre, quali siano i motivi di tanta apprensione, rapporti omosessuali a parte). Segue altro dialogo inutile tra il Capo e il detective (due battute contate) e privo di senso, recitazione penosa anche più del solito…

Morta la giapponese, va trovato un interprete. Chiunque abbia una minima percezione della realtà così come la conosciamo sa che, a questo scopo, le questure hanno delle rubriche di interpreti, almeno delle principali lingue. In questo film no: gli interpreti si è soliti trovarli per strada o al mercato. Nel caso specifico, trattandosi di giapponese: mercato ittico.

Desolante.

Opinioni dal web

Prendendomi una pausa nella quale berrò il mio fatale caffè alla cicuta, vi lascio qualche opinione estrapolata da StreamTv:

Alex The critic man dice:
I tempi di profondo rosso oramai sono mooooltooooooo lontani. Film mediocre,trama…..ha una trama poi questo film? Aiutatemi a identificarla….

BOCCIATO. VOTO:4,5

Paco scrive:
ma dov’e’ finito il genio di argento….sicuramente il suo film piu’ brutto….VOTO 2
husen1991 afferma:
ho visto questo film sopratutto per l’attore che mi piace molto, e anche in questo film ha recitato molto bene, ma ragazzi vi devo dire una cosa sto cazzo di dario argento la smette di girare sti cazzo di film di merda
tram noiosa film lento finale inesistibile voto 0 e una vera merda colore semplice vernice al posto di un effetoo sangue, niente da dire una vera merda come lo e dario argento….

Recensione, parte II

Proprio mentre il killer dalla pelle gialla sta finalmente per ammazzare la modella bionda, parte un altro flashback, che stavolta ci spiega la storia dell’assassino. Per una volta si solidarizza con il killer e si vorrebbe ammazzare la bionda con le proprie mani, dato che questa è così scema da gridare in faccia al suo carnefice le offese più irripetibili che possano essere rivolte ad un uomo.

Per farvi capire quanto profondo ed accurato sia stato il lavoro in sede di sceneggiatura, vi descrivo anche questa scena:

Dopo essersi recato all’ospedale per cercare informazioni sul killer (ha dedotto sia malato dal colorito che lo fa sembrare un personaggio dei simpson), l’idiota del detective, non credendo alla fortuna che ha avuto (io d’ ispettori che incontrano casualemente i killer che inseguono, ancora non ne avevo mai visti) va a sbattere contro il secchio del mocio vileda. Bravo detective. Non dico tanto, ma almeno camminare diritto. Ricordiamoci che è lo stesso ad affermare “i miei metodi non seguono alla lettera le procedure.” Tra le altre cose, le procedure normali spiegano che è meglio non cadere se s’insegue un sospettato. Del resto Enzo sprizza figaggine da poliziotto newyorkese da tutti i pori ed è facile perdonargli tutto. Riguardo il Killer Giallo, niente da eccepire: l’unico motivo per cui lo sgamano è che lui comincia a correre. Bravo pirla.

Giallo-Dario-Argento

“Yo fra, IO dovrei recitare this ‘shit  bro’?” Argento:”Prisencolinensinainciusol all right?”

 

Comècomenonè riescono ad identificare l’assassino dalla pelle gialle. Ecco allora il nostro eroe che pianifica l’assalto al covo del mostro. Pose plastiche a parte, afferma:

“Non mi aspetto che tu capisca il mio modo di lavorare.”

Nemmeno noi ancora l’abbiamo capito. Fai irruzione, da solo, nella casa di un pericoloso serial killer che tiene in ostaggio una donna. Non dico chiamare una squadra Swat, ma almeno un paio di uomini di rinforzo… Niente, gli sceneggiatori sono ormai in uno stato di morte cerebrale causato dall’avere visto i precedenti film di Argento.

Stanca di aspettare, la bionda si libera da sola. Se era per il detective, infatti, sappiamo solo che sarebbe morta molto presto.

Nel frattempo il detective a casa del Killer non trova nessuno. Decide dunque di chiamare i rinforzi (era ora) e poi propone di “andare a bere qualcosa”.

Come come? Bere qualcosaaaa?

Dovete aspettare che il mostro torni a casa ed arrestarlo! Altro che andare al ristorante a bere qualcosa…

Vanno al ristorantino, nessuno può fermarli ormai. Capiamo il perché di una scelta tanto assurda, solo una scena più in là. Parte infatti il flashback più brutto e ridicolo di sempre, con il protagonista che spiega, attraverso questo, la propria ossessione per i serial killer.

giallo-argento

Mentre i due vanno al ristorantino, la bionda viene seviziata adeguatamente. Che ci vuoi fare… è la vita, sorella!

Perle della sceneggiatura:

Dopo averci comunicato di avere ucciso, appena adolescente, il killer che ha sbudellato sua madre davanti ai suoi occhi, il protagonista dichiara:

“Dopo quello che è successo, non sono esattamente… normale.”

Ma veramente? Nessuno lo aveva sospettato.

Giunti a casa della sorella della bionda, il detective non riesce a trovare nulla di meglio da dire che:

“Ottima serratura!”

Come abbia fatto Dario Argento a rovinare fino a questo punto un attore da premio Oscar, è una cosa che sfugge al mio modesto intelletto. Vi basti sapere però che ha avuto la piena collaborazione degli sceneggiatori.

giallo-argento-brody

Ma chi razzo me lo ha fatto fare?

 

L’ultima parte è un capolavoro della commedia. Non vi anticipo nulla perché ho già svelato abbastanza. Però una cosa ve la dico: la sorella della bionda “stringe amicizia” con il killer. Parte allora un siparietto spassoso che non porta a nulla di buono. E il finale…cosa non è il finale di questo film. Ah, voi umani… Io ho visto cose che non si possono raccontare.

Un film semplicemente vergognoso.

Vi lascio con il trailer della prossima fatica di Argento. Imperdibile.

 

About G.V. Falconieri

Blogger, scrittore; recensisco film e libri su siti e portali in giro per il web. Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Amministro il sito "La foresta dei sussurri".Se volete sapere altro, scrivete qui Il mio profilo su Google+