Recensione di Solomon Kane



Trama del film:

Solomon Kane è un mercenario al servizio di Elisabetta I di Inghilterra. Dopo avere ucciso senza alcuno scrupolo per tutta la vita, anche gli inferi si ribellano alla sua crudeltà e finisce che il diavolo in persona tenta di rubare la sua anima corrotta. Solomon riesce a sfuggire all’emissario del demonio, mandato a punire i suoi crimini, ma per non cadere tra le braccia del Cupo mietitore, è costretto a rinnegare la propria natura violenta e diventare un uomo di pace. Ora, allontanato dal convento in cui aveva trovato rifugio, si trova a dover difendere una fanciulla sopravvissuta allo sterminio dell’unica famiglia che lo abbia mai aiutato nel suo proposito di redenzione. Dovrà così tornare ad uccidere pur di salvare se stesso e la vita della ragazza. Ad avversare l’eroico anti-eroe interpretato da James Purfoy, sarà Malachia, uno stregone che ha venduto la sua anima al diavolo pur di ottenere potere.
Il film è ispirato ai romanzi del ciclo di Solomon Kane, personaggio creato dallo stesso autore che ha inventato anche Conan il Barbaro: Robert E. Howard.

Solomon Kane, un anti-eroe banale

L’ho trovato un film sprecato. Non ho letto il romanzo da cui è tratto, ma dal film traspare un’ambientazione tutto sommato originale a cui il film non è riuscito a venire dietro. Il medioevo fantastico del film non è esattamente quello che ci si aspetta da un fantasy. Sintetizzando: è crudo, la persone muoiono come mosche per malattie e assassinii e il personaggio principale non è il tipico eroe patinato o ragazzino infelice.

C’era del potenziale in questo film. O forse era nel libro e il film non è riuscito a coglierlo e renderlo degnamente. Il problema fondamentale della storia mi pare legato proprio alla resa di una narrazione lunga, come può essere quella di un romanzo, quando viene adattata alle due ore(se non meno) di un film. Gli eventi che muovono la storia risultano poco spontanei, troppo forzati, come proprio in questo caso avviene. Il film non è inguardabile, ma non siamo molto oltre il livello di decenza. Inoltre, dato che l’autore del romanzo originale è quello del famosissimo Conan, non c’era molto da aspettarsi e nemmeno io sono tanto deluso.

L’attore protagonista è un duro, questo è chiaro. Ma è proprio nel suo modo di affrontare la sofferenza che sembra dare il peggio di sé. Digrigna i denti, tende i muscoli del volto, ma non fa trasparire nessuna emozione. Per il resto il personaggio principale è originale quanto basta per non essere banale, con punte di merito all’inizio del film. è qui che  il personaggio di Solomon è particolarmente credibile come rude assassino e mercenario privo di scrupoli. Meno convincente il passaggio da assassino ad anima travagliata immediatamente dopo l’incipit del film.

Riassunto recensione del film:

Film guardabile, nulla di più. Una bella ambientazione fantasy non troppo accurata, dai toni cupi  a metà tra rinascimento e secoli bui del medioevo ed un personaggio a tratti interessante per un film che non passerà alla storia.

Voto: ★★½☆☆ 

About G.V. Falconieri

Blogger, scrittore; recensisco film e libri su siti e portali in giro per il web. Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Amministro il sito "La foresta dei sussurri".Se volete sapere altro, scrivete qui Il mio profilo su Google+