Daybreakers – L’ultimo vampiro



Trama di Daybreakers

Nell’anno 2019 un’epidemia ha trasformato l’intera umanità in vampiri. Chi si è salvato viene tenuto come riserva di sangue per la popolazione sempre più affamata. Senza l’apporto di sangue, i vampiri si trasformano infatti in creature ancora più pericolose. Un gruppo di scienziati viene così incaricato di creare un surrogato artificiale al prezioso nutrimento al fine di salvare la razza dominante, tra loro il ricercatore Edward…

Recensione di Daybreakers

Lo spettatore non può che trovare particolarmente odioso un film che, nonostante ottime premesse, un cast di tutto rispetto e un budget che in tempi di crisi non mi pare proprio da ultima ruota del carro, riesca a fallire nel primo obbiettivo: proporre una storia credibile ed interessante.
Soddisfatta questa fondamentale premessa e fornita una confezione accettabile, non ho difficoltà ad apprezzare strizzate d’occhio a questa o quella tematica sociale, recitazione minimalista di questo o quell’attore (Ethan Hawke, veramente ai minimi termini, più che minimale). Ma prima, per carità, dateci una storia!
Mi spiego meglio.
Avete presente i campi “coltivati ad esseri umani” di Matrix? Ecco, quella è ciò che può essere considerata una metafora sociale. In Daybreakers gli esseri umani vengono allevati e spremuti come fonti energetiche ed è proprio questo accadimento che determina lo squilibrio iniziale che dà il via libera alla storia: i vampiri sono troppi e gli esseri umani sono pochi. La domanda che lo spettatore appena smaliziato si pone è: “Riusciranno i pochi esseri umani rimasti a ribaltare questa situazione?”, ed anche “come si legherà la storia del protagonista al cambiamento più grande che è in corso nell’universo del film?”

A questo punto non rimane che confidare nel carisma dei protagonisti ed in una buona costruzione del conflitto, che possano riscattare una storia in sé non originalissima e già esplorata in maniera fallimentare da Hollywood. Qualcuno ricorda il pessimo Io sono leggenda? L’unica regola che non bisognerebbe mai violare è il legame tra gli eventi “maggiori” (main plot) e la quest privata dell’eroe.

Per il resto, il livello di tensione è basso anche per un fanta-horror e si viola più di una volta il patto autore-spettatore; se una pistola deve essere usata durante l’ultima scena per uccidere il cattivo di turno, allora quella pistola deve essere descritta con largo anticipo e non cadere dal cielo quando fa più comodo allo sceneggiatore. Più in generale, molte scene risultano fuori dalle righe, una su tutte, quella in cui i vampiri manifestano pacificamente per avere più sangue nel cappuccino (sic).

Insomma, non siate così curiosi e non chiedete troppo: se vi spiegassi in dettaglio cos’altro non va nell’ultima parte del film, dovrei anche rivelarvi la risoluzione rovinandovi il già precario finale.
Se riuscite ad arrivarci.
Daybreakers riesce comunque a creare uno scenario quasi coerente e realistico, per quanto possibile; con tutti i dettagli del caso e senza copiare troppo da precedenti illustri del genere. Macchine con vetri oscurati per viaggiare di giorno al riparo dai raggi mortali del sole, città che funzionano esclusivamente di notte, bar che offrono caffè corretto al sangue…
Momenti di gore assoluto che potrebbero piacere agli appassionati, fotografia a tratti interessante, soprattutto nei momenti estremi, quelli dove la luce è eccessiva e si vede attraverso il Pov dei sensibilissimi occhi dei vampiri; e quella della città di notte, sterile ed immersa in una calma irreale.
Bella l’idea. Ottimo il cast (Ethan HawkeWillem Dafoe e Sam Neill), ma dilapidato in personaggi poco memorabili. Assai deludente il risultato finale.

About G.V. Falconieri

Blogger, scrittore; recensisco film e libri su siti e portali in giro per il web. Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Amministro il sito "La foresta dei sussurri".Se volete sapere altro, scrivete qui Il mio profilo su Google+