Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma



Epic fantasy, giallo, mistery o un sword and sorcery?

Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma potrebbe essere facilmente accostato a quel genere o sotto-genere  di contaminazione fantastica già visto in opere come il ciclo di Eymerich, il francese Vidocq e l’ultimo Sherlock Holmes. In questo film i vari generi che si intrecciano e si contaminano creativamente sono il whodunit o giallo deduttivo ad ambientazione storica, il mistery e il fantasy.

La trama

Dopo una fase di turbolenze politiche in cui la legittimità del suo potere è stata messa in discussione da alcuni membri del clan reale e alcuni importanti funzionari, l’ Imperatrice Wu si appresta ad essere incoronata ufficialmente. Tutto sembra procedere per il meglio, compresa la costruzione del colossale Buddha celebrativo, ma una maledizione sembra abbattersi sui alcuni funzionari che cominciano a bruciare senza apparente motivo.

Per risolvere questo mistero, che sembra minare la stabilità stessa del suo impero, la sovrana recluta il Detective Dee, un dissidente dalle molteplici qualità, esiliato anni prima a causa delle sue idee politiche.

La cina della dinastia Tang ( 689 d.C.) da Wikipedia.

La dinastia Tang (唐朝 618-907) seguì la Dinastia Sui che aveva riportato l’unità politica in Cina e fu seguita da un’epoca di disunione noto come il periodo delle Cinque dinastie e dieci regni.
Gli effetti del suddetto consolidamento iniziano a notarsi sotto l’imperatore Tai Zong (627  649), che ristabilisce il protettorato cinese sulla regione del bacino del Tarim (Asia centrale). Egli unisce la casa imperiale del Tibet alla Cina tramite matrimonio, intraprende la conquista della Corea e mantiene relazioni con il Giappone e i reami del Funan e del Champa. Con l’imperatore Xuan Zong(713  756) la Cina conosce un periodo di pace e prosperità, che favorisce il fiorire di produzioni artistiche.

Azione made in China

Laddove gli americani esagerano in esplosioni e cialtronate varie, il cinema d’azione asiatico tende ad esagerare quantitativamente. Mi spiego: se un assassino deve attentare alla vita di James Bond, tenterà di ucciderlo in interessanti maniere esotiche (tipo tagliarli la testa con un cappello-lama alla Xena) o, nella variante degli ultimi anni, tenterà di farlo saltare in aria insieme a tutto l’albergo in cui si trova.  In un film asiatico, invece, la freccia assassina è giudicata poca cosa, occorre che le frecce siano cento, mille, due milioni, così come i nemici da affrontare si moltiplicano in maniera esponenziale. Tutto questo va ovviamente a detrimento della credibilità della storia, che soprattutto nei momenti di azione risulta molto difficile da seguire e quasi fine a sé stessa. A differenza dei film di scuola americana, scene d’azione come quelle un po’ sopra le righe di questo Dee hanno la scusante di ricercare (e raggiungere) un impatto visivo unico ed originale. Nonostante non si capisca nemmeno la metà di quello che succede, si è quasi troppo incantati ed incuriositi per notare che non si è capito nulla di chi abbia colpito chi o di come quell’altro abbia schivato cosa. In fondo, questo non deve necessariamente essere visto come un limite, visto che si da per scontato che l’eroe in questione riesca ad avere comunque la meglio alla fine dello scontro.

Il ritmo delle due ore è veramente incalzante, soprattutto se lo paragoniamo ad altri film del genere ma con un respiro e un ritmo molto diverso, come la Foresta dei Pugnali Volanti o Hero. La storia si segue passo passo fino alla risoluzione finale del mistero.
Aggiungiamo a quanto già detto che in questo Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma, tutti i personaggi sono degnamente caratterizzati ed ognuno di loro si muove in accordo alle proprie motivazioni, senza forzature da parte delle esigenze della trama, in modo da risultare tutti a loro modo interessanti; una fotografia che rende al meglio la varietà e degli ambienti diversissimi; che raramente gli effetti digitali rovinano l’impressione di estremo realismo delle ambientazioni, ed otteniamo un piccolo capolavoro.

Analogie e riferimenti alla Cina contemporanea

Non sono un esperto di questioni politiche cinesi, ma in più punti della storia ho potuto percepire dei riferimenti alla situazione attuale della Cina. Al benessere sopraggiunto durante il primo dominio Tang, non corrisponde però la stabilità politica. Fazioni capeggiate da alti funzionari e membri della famiglia reale si scontrano per il controllo del paese. Lo stesso protagonista è in qualche modo un oppositore del regime che viene punito, nonostante le sue abilità, ma che continua ad interessarsi alle sorti del suo paese, prendendo più volte posizione esplicitamente(e forse anacronisticamente) a favore dei diritti umani. Tutto ciò sembra scacciare l’occhio all’attuale situazione cinese…

Riassunto della recensione del film:

Dee è un buon film con una storia ben congegnata. Anche se non del tutto originale, Dee riesce sicuramente a portare elementi nuovi al genere epico di ambientazione asiatica. È l’ennesima dimostrazione che i film d’intrattenimento non debbano essere necessariamente vuoti e tutti uguali uno all’altro, come purtroppo ormai molti si sono rassegnati a pensare.

Voto: ★★★★½ 

 

About G.V. Falconieri

Blogger, scrittore; recensisco film e libri su siti e portali in giro per il web. Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Amministro il sito "La foresta dei sussurri".Se volete sapere altro, scrivete qui Il mio profilo su Google+