La Spada della Verità



Premetto che al mio primo incontro con la serie, quando andava in onda su Sky, ho finito per  bollarla rapidamente come banale e infantile. Tuttavia, con il favore della scarsa programmazione estiva, sono però riuscito a vedere i primi episodi, stavolta in onda su Raidue: devo dire di essermi ricreduto, almeno in parte.

Ecco un rapido riassunto della trama:

La serie è ambientata in un mondo diviso in due regioni principali: il Nuovo Mondo e il Vecchio Mondo. Il Nuovo Mondo è costituito da tre terre con Westland in occidente, D’Hara a est e le Le Terre Centrali, ovviamente al centro dei due regni. D’Hara è governata da un individuo “magicamente dotato” della famiglia Rahl, mentre le Terre Centrali  sono amministrate da consiglio di rappresentanti guidata dalla Depositaria Madre (Mother Confessor), che è anche il leader delle depositarie. Le depositarie sono un gruppo di donne in grado di piegare gli uomini ai loro voleri attraverso il solo tocco. Westland, una terra priva di magia, è governata da un consiglio di rappresentanti.
La storia inizia quando il personaggio principale, un giovane boscaiolo di nome Richard Cypher, incontra la giovane ed affascinante depositaria Kahlan Amnell che, insieme al potente mago Zeddicus Zu’l Zorander,   rivela a Richard la sua vera natura di Cercatore della Verità. Il ruolo del Cercatore, sancito da una profezia, è di riportare la giustizia nel mondo ed eliminare il malvagio Darken Rahl, colpevole, tra le altre nefandezze, di avere ucciso ogni primo genito pur di liberarsi della minaccia del Cercatore. Nel corso della serie, Richard impara a conoscere le sue abilità di cercatore, mentre cerca di aiutare gli uomini che incontra sulla sua strada, tutti oppressi, per un motivo o per un altro, dal potere di Rahl.

Il merito principale che sono riuscito a trovare è la verosimiglianza della storia, che, malgrado non sia geniale, non è nemmeno banale. Per essere più precisi, sia i personaggi sia la storia sfiorano più volte stereotipi e cliché, ma senza scadervi mai del tutto. Per riuscire a ottenere questo è fondamentale l’uso che la serie fa dell’ironia . A differenza di altre serie, infatti, questa non è enfatizzata e fine a se stessa, ma mira a riequilibrare proprio la componente epica della storia, che ad un pubblico più maturo potrebbe risultare stantia ed infantile.

Ma veniamo a come vengono affrontati gli aspetti tipici del genere:

  • La magia è trattata più maturamente di altre saghe fantasy (tipo Harry Potter) ma è comunque usata a profusione, distinguendosi molto dalle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, dove è centellinata in modo da avere il massimo effetto nei momenti più decisivi della storia e per il resto è assente.
  • La trama. Ogni episodio ha un suo climax, seppure non sia mai del tutto astratto dalla quest principale del Cercatore Vs. Darken Rahl. Ogni episodio suscita il giusto pathos capace di coinvolgere il lettore riuscendo, riuscendo sempre a giungere ad un lieto fine.
  • L’ambientazione è classica e medievaleggiante anche se non troppo accurata né originale.
  • I personaggi incarnano gli archetipi tipici del genere: La Sacerdotessa, il Mago, l’Eroe, l’Aiutante.

Insomma, La Spada della Verità è esattamente ciò che ti aspetti quando decidi di guardare la serie, né più né meno. Non delude sotto quasi nessun aspetto, ma lascia sorpresi quanto basta per continuarne la visione e magari cominciare a provare empatia verso i personaggi.

Personalmente, ho trovato interessante soprattutto il modo in cui la filosofia che dovrebbe ispirare l’azione del Cercatore è trattata attraverso le regole del mago del “Primo Ordine” Zeddicus Zu’l Zorander. Il personaggio del mago pare essere, come sempre, il depositario della visione dell’autore, essendo tradizionalmente il più ricco di esperienza tra tutti i personaggi della compagnia.

Riassunto: se cercate qualcosa di nuovo, innovativo e sorprendente non guardatela o rischiate di essere delusi. Se cercate una trama classica, un’ambientazione medievale ma ben costruita, questa è la serie che fa per voi.

Ultima riflessione è quella sul trattamento che è stato riservato a questa serie in Italia. Tralasciando il sempre trascurato doppiaggio (anche quello di serie di successo come Lost era scadente), i primi sei episodi sono stati seguiti in media da quasi due milioni di spettatori. Niente male visto la mancanza di pubblicità, il periodo estivo e il fatto che la serie fosse già stata trasmessa su Sky.

About G.V. Falconieri

Blogger, scrittore; recensisco film e libri su siti e portali in giro per il web. Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Amministro il sito "La foresta dei sussurri".Se volete sapere altro, scrivete qui Il mio profilo su Google+