Sospendere il Trono di Spade da Rai4 perché perverso



Che esista un’associazione dall’illeggibile nome di AIART (Associazione Italiana Ascoltatori Radio Tele-teatro-cinespettatori), è già uno shock bello pesante, che poi questo ente, stamattina, abbia chiesto la cancellazione immediata de Il trono di spade dal palinsesto di Rai 4 è perfino grottesco. Pare infatti che l’associazione abbia trovato  il programma “volgare, pornografico con insistite scene di violenza e di sesso, quasi gli autori fossero impegnati ad ottenere l’Oscar della depravazione. E’ tollerabile che la Rai, servizio pubblico, alle 21 entri con un programma a luci rosse nelle case degli italiani?” (sottolineato mio)

Già, poveri italiani, che ora saranno costretti ad andare a letto dopo Khal Drogo, invece che dopo Carosello. Tra l’altro, per aggiungere assurdità alla richiesta, il palinsesto prevede già due versioni, una integrale che è mandata in onda dopo le 23 e quella riadattata per grandi e piccini mandata alle 21. Nonostante questo fatto di buonsenso, la richiesta è chiara, ed arrivata addirittura via telegramma:

“Si obietta che basta cambiare canale per non subire lo squallido programma: certo, ma perché in un Paese civile si deve sopportare l’incultura del servizio pubblico radiotelevisivo? La risposta amara è semplice: chi viola il buon senso e sperpera danaro pubblico è sicuro di non incorrere in sanzioni; chi dovrebbe erogarle è in tutte altre cose affaccendato!”

Il punto non è tanto la violenza, componente essenziali di ogni dramma da Shakespeare a noi, ma il sesso, siamo realistici. Pare non sia possibile mostra certe cose. Il peso della realtà rischierebbe di trasformare i giovani fanciulli (o l’AIART teme anche per i più maturi?) in persone che sanno come si viveva in passato e come si vive ancora in larga parte del mondo, dove la violenza si sostituisce alla legge e le donne vengono barattate come oggetti. È il solito discorso che spesso viene fatto anche da presunte femministe (grazie per il link a Il sociopatico). Che rappresentare la realtà (o un mondo fantastico con verosimiglianza) non equivalga ad una implicita approvazione non passa nemmeno per la testa di chi fa questi ragionamenti. È la vecchia storia dello stolto che quando il saggio indica la luna si ferma a guardare il dito.

E poi ci sarebbe l’eterna questione di cosa sia il servizio pubblico. Che cos’è lecito mandare in onda e cosa no? Di certo non è il servizio di una minoranza bigotta che vuole limitare la cultura della maggioranza, come è stato negli ultimi sessant’anni.  Se il criterio per decidere cosa mandare in onda è l’audience (e dunque l’arbitrio di una maggioranza), allora l’associazione in questione può star fresca, in quando gran parte degli italiani hanno già espresso di voler vedere “sesso, violenza e perversione” più volte, sia sul Web sia sulla Rai (purtroppo non ho trovato cifre esatte di quanti milioni di telespettatori abbiano visto la premiere questo venerdì). Ma del resto togliendo gli elementi sotto accusa, mi pare gran parte della letteratura prodotta dall’inizio dei tempi finirebbe in un bel rogo della censura e chiunque farebbe meglio a evitare di aprire un libro se non per imparare a programmare o altre cose utili (ma poi non servirebbe a nulla, perché non esisterebbe Youporn e le serie HBO). L’ideale sarebbe che chi dice simili cose assaggiasse un po’ della sua medicina; dunque applicare il principio alla lettera e censurare tutte le pagine della Bibbia (l’associazione in questione si dice cattolica, mi pare di capire) con argomento cose come stupri, evirazioni, strangolamenti, assassinii, battaglie e massacri. Con l’aggravante che la Bibbia per i credenti dovrebbe essere qualcosa di molto vicino alla parola di Dio, dunque quel che vi è descritto costituisce un precedente morale, a differenza di libri e serie Tv, che invece sono solo uno sfogo catartico dalla noia quotidiana, una sorta di memento del caos che in realtà è la vera natura umana.

Entri Joker:

joker caos

Adoro i comunicati stampa bacchettoni al mattino! Odorano di vittoria!

La cosa che dispiace, ma non stupisce, è proprio che la vittima di simili attacchi sia la programmazione di Rai 4, che nel corso degli ultimi anni si è rivelata essere un vero punto di riferimento culturale per il genere fantastico e per quella cultura mainstream che in Italia non si è mai vista e di cui ci sarebbe proprio bisogno per uscire da uno stato di minorità culturale pauroso.
Non è il primo assalto all’insegna del bigottismo e nemmeno il più organizzato. Ne parlava tempo fa Carlo Freccero, attuale direttore di Rai 4, e rispondeva tra le altre domande alla fatidica “Perché la Rai non se la guarda più nessuno?” Possiamo solo ipotizzare che ci sia un legame tra questi due fatti…

http://www.vice.com/it/vice-meets/carlo-freccero#ooid=FkNHkyOToivchPUumeTVRAGk_hjdYIFf

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About G.V. Falconieri

Blogger, scrittore; recensisco film e libri su siti e portali in giro per il web. Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Amministro il sito "La foresta dei sussurri".Se volete sapere altro, scrivete qui Il mio profilo su Google+