Fright Night



Trama di Fright Night

 

Il giovane Charlie Brewster, ex nerd con la passione per i film horror la cui vita sociale è stata da poco stravolta dal rapporto con la bella fidanzata, ha un nuovo vicino di casa e un rapporto difficile con i sui vecchi amici. Dopo la sparizione del suo migliore amico, Charley si convince che il suo nuovo vicino sia un vampiro. La madre e gli amici, ovviamente, non gli credono, trattandolo come un visionario, ma Charley inizia ad indagare sulla vera natura dell’affascinante vicino Jerry, l’uomo che pensa abbia ucciso il suo amico. Quando il ragazzo scopre la verità e costata l’inutilità della polizia, chiama un ammazzavampiri di nome Peter Vincent…

Recensione di Fright Night

In tempi difficili, soprattutto per l’horror, anche un film semplicemente sufficiente, appare come un capolavoro. Fright Night non è un brutto film, ma non ha nessun merito particolare e manca di originalità, qualità essenziale per definire cult un’opera, come tempo fa era stato per l’originale. A differenza degli horror firmati Ketchum, originali e crudi, questo Fright Night non rischia nemmeno per un secondo di essere originale o tentare strade non percorse dall’horror tradizionale. Il film inizia con una rapida panoramica da teen moviefright-night-ammazzavampiri senza troppe sorprese, i personaggi vengo caratterizzati senza troppa fatica, e in modo da fare scattare l’identificazione necessaria a fare partire la storia. Gli elementi scontati ci sono ovviamente tutti: la periferia di una città americana, l’adolescente, la ragazza dell’adolescente e un’entità che pone in dubbio ogni certezza e la vita stessa del protagonista. Craig Gillespie, che di Nerd ne capisce avendo già girato Lars e una ragazza tutta sua (Lars and the Real Girl), è un regista che sa creare bene certe atmosfere, ma che senza una sceneggiatura degna di questo nome, rivela di non essere altro che un mestierante.

Il giochino iniziale stile “La finestra sul cortile”, in cui il protagonista sa che il vicino Jerry è un vampiro ma nessuno è disposto a credergli, serve da semplice rampa di lancio per la narrazione, accelerando il ritmo e cambiano di netto il registro narrativo.

Nella seconda parte del film, così, tutta l’attenzione passerà dall’anonimo protagonista adolescente al personaggio interpretato da  David Tennant, noto per essere il Doctor Who nella serie televisiva inglese. Il personaggio a mio parere, nonostante gli sforzi di caratterizzarlo degnamente attraverso parecchi riferimenti a celebri aiutanti(vedere il recente L’ Apprendista Stregone), non è molto riuscito e le sue azioni puzzano troppo di deus ex machina, soprattutto verso la fine.

In qualche scena, devo ammetterlo, c’è qualcosa di terribile nelle qualità mostruose del vampiro di Fright Night che manca nelle altre storie di vampiri. Solitamente hanno una discreta dose di fascino ed anche nelle circostanze più cruente non sono mai del tutto ripugnanti. I vampiri di Fright Night sono invece delle creature ctonie, che traggono forza dalla terra (come in Bram Stoker) e per il resto rimangono molto misteriose. Non hanno pietà, né sentimenti umani e ciò li rende molto più simili a predatori. La paura, se di paura si può parlare, è Fright-Night-Il-vampiro-della-porta-accantoquella che si prova quando si vede Lo squalo, non quella velata dalla malinconica fascinazione e dall’empatia del Dracula di Bram Stoker. Qui il personaggio principale, che unisce qualità nerd dell’adolescente che fu alle sue nuove doti sociali acquisite grazie alla bella fidanzata, rischia veramente di essere sbranato dal cattivo, e non basterà un dialogo ben scritto a salvarlo. Il cattivo, una volta tanto, è veramente cattivo ed è un predatore. Film divertente dunque, ma nulla di più. La questione del vampiro viene affrontata senza troppa originalità(salvo eccezioni di cui sopra), ma anche senza cadere in cliché. Il vampiro Jerry non è un vampiro secolare annoiato e cinico, né una caricatura di omosessuale, ma è più simile ad un operaio americano palestrato con il consueto fascino irlandese di Colin Farrell.

Un horror che ricorda, per come è gestita l’ironia ed una certa comicità, Sam Raimi e la sua serie La casa. Tale caratteristica era molto comune negli Horror anni ottanta, tra cui anche l’originale di cui Fright Night è remake, e pare stia tornado molto in voga negli horror adolescenziali, di cui questo Fright Night è degno rappresentante, tanto nei difetti, quanto nei(pochissimi) pregi.

 

Sintesi della Recensione di Fright Night  (2011)

Film sufficiente. Nessuno spunto di originalità e totalmente derivato dal remake e da altre opere horror. Se volete vederlo, prima guardate l’originale, poi “La finestra sul cortile”, ed infine, dopo avere visto anche Fright Night 2011, decidete se si tratta di un cult oppure no.

Voto: ★★½☆☆ 

 

Link utili:

http://it.wikipedia.org/wiki/La_finestra_sul_cortile_(film) La finestra sul cortile

http://it.wikipedia.org/wiki/Ammazzavampiri il film originale

http://it.wikipedia.org/wiki/Lars_e_una_ragazza_tutta_sua

http://www.horrormovie.it/hmdb/leggi_recensioni.asp?id=2119

 

About G.V. Falconieri

Blogger, scrittore; recensisco film e libri su siti e portali in giro per il web. Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Amministro il sito "La foresta dei sussurri".Se volete sapere altro, scrivete qui Il mio profilo su Google+