L’alba del pianeta delle scimmie



Fin dagli albori del mondo, la storia è stato segnata dalla lotta incessante per il predominio. A contendersi il ruolo di razza dominante sul pianeta, due specie diverse di primate: l’homo sapiens sapiens e la scimmia scimmia. Alla fine l’uomo ha prevalso, ma letteratura e cinema ci hanno più volte messo in guardia, ricordandoci che la lotta non può ancora dirsi vinta una volta per tutte. Dietro ogni scimmia si cela infatti un potenziale nemico, ansioso di vendicare la sconfitta evolutiva patita dai propri avi.

Scimmie di odissea nello spazio

Foto che ritrae alcune scimmie assassine. La foto è stata reperita su Nonciclopedia

Purtroppo, sarà proprio l’arroganza dell’uomo a rivelarsi come il proverbiale boomerang, consegnando la vittoria definitiva alle scimmie.

Trama de “L’alba del pianeta delle scimmie”

Will Rodman è uno scienziato che lavora in una grande società farmaceutica, la Gen-Sys, dove svolge ricerche sulla genetica per sviluppare un virus benigno in grado di ricostituire il tessuto cerebrale danneggiato. L’uomo vuole individuare una cura per l’Alzheimer, malattia da cui è affetto il padre Charles. La tenacia e la dedizione di Will gli hanno precluso qualunque relazione personale, ma il legame tra le sue ricerche e la malattia del padre avvicina i due, per quanto in circostanze difficili e dolorose. Poco prima che la Gen-Sys dia inizio alla sperimentazione umana di un nuovo farmaco promettente e potenzialmente molto redditizio, l’ALZ-112, le scimmie sulle quali Will sta effettuando i test mostrano all’improvviso un comportamento insolitamente aggressivo. Viene così decretato l’esito negativo della ricerca e Will deve interrompere il programma. Nella confusione che segue l’improvvisa interruzione dello studio, Will si trova a dover accudire un neonato di scimpanzé, un maschio, figlio orfano del primate più promettente della sperimentazione. Il giovane scimpanzé, destinato alla grandezza, si chiama Caesar. Will alleva in segreto il giovane Caesar, come se fosse suo, a casa, mentre si occupa del padre malato.

Che film è L’alba del pianeta delle scimmie?

Davvero un film ben fatto. Se ne sentiva il bisogno dopo tanti pessimi remake e capitoli inutili. L’alba del pianeta delle scimmie è un film di genere. Dove con “genere” però, non s’intende spazzatura messa insieme senza sapere come con la scusa che “tanto è fantascienza”. L’alba del pianeta delle scimmie è un film credibile, come dovrebbero essere tutte le opere di narrativa di genere. Questo vale ancora di più per i prequel, ovvero per quelle opere che dovrebbero dare una spiegazione razionale all’origine di determinate  particolarità che sono alla base di un racconto preesistente.  L’alba del pianeta delle scimmie riesce a fare questo in maniera verosimile e non rinuncia a sviluppare una narrazione indipendente dal predecessore temporale (successore in linea narrativa). Vediamo dunque come si è arrivati alla situazione di un pianeta terra popolato da una modificazione genetica dei primati che è riuscita a soppiantare sulla scala evolutiva il genere umano. Nonostante siano questi i chiari obiettivi del film,  L’alba del pianeta delle scimmie risulta narrativamente autosufficiente; anche chi non è un appassionato della saga (che conta svariati romanzi e film quasi per nulla conosciuti in Italia) può vederlo ed apprezzarlo senza grosse difficoltà.

Da notare positivamente la qualità degli effetti speciali. Il volto di Caesar, il primo scimpanzé super intelligente, è davvero più espressivo di certi attori di oggi e molto più umano dello scimmiesco Tom Cruise o del macaco Brad Pitt. Miracoli della performance capture!

Senza spiegare nulla troppo palesemente, ma affidandosi all’intelligenza dello spettatore (e degli sguardi via via più malefici di Caesar), il film riesce a raggiungere il suo obiettivo primario, ovvero quello di spiegare coerentemente  la fine della razza umana e l’ascesa delle scimmie dominatrici. Tutto questo avviene con un ottimo senso del ritmo costantemente in crescendo, senza esagerare con gli effetti speciali (che pure abbondano nei venti minuti finali) e rimanendo sempre dalle parti della credibilità.

Ci si affeziona da subito a Caesar e si prova empatia verso di lui, soprattutto quando comincia ad odiare gli umani e le loro meschinità. Non è cosa da poco, considerato che la storia si concentra interamente sulle vicende di quest’ultimo ed il personaggio è perfettamente riuscito.

Il film non è assolutamente pedante, come altri episodi della saga che strizzano troppo l’occhio a tematiche quali l’animalismo o la paura della tecnologia. Il protagonista umano che da vita all’esperimento genetico da cui tutto ha inizio, per dirne una, si pente in tempo della sua arroganza, ribaltando dunque il cliché dell’uomo di scienza disposto a tutto pur di provare la propria natura di esser superiore e lasciando tutta la responsabilità sulle spalle del capitalista di turno(per giunta nero).

Riassunto della recensione

Ottimo film consigliato a chiunque, non solo ai fan della saga. Speriamo solo che a qualcuno non venga l’idea di rovinare questo prequel con il solito sequel fuori luogo.

Voto: ★★★★☆ 

About G.V. Falconieri

Blogger, scrittore; recensisco film e libri su siti e portali in giro per il web. Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Amministro il sito "La foresta dei sussurri".Se volete sapere altro, scrivete qui Il mio profilo su Google+